ambiente metropolitano

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Si assiste ad una continua de materializzazione delle ‘cose’, un continuo assottigliarsi della materia dove agli oggetti materiali si sostituiscono processi e servizi sempre più immateriali. Attraverso scelte di fondo e nuove possibilità di dare forma agli stessi, la nuova percezione dell’ambiente metropolitano avviene tramite costruzioni informali, autonome che, ‘prive di una precisa connotazione’, si identificano nella quotidianità garantendo con il loro anonimato una riconoscibilità capace di modificare lo stato dei luoghi e con questi le abitudini delle persone.

r.b.

tratto da Packaging design, in Racconti Materiali, a cura di R. Bianchi e M. Cristallo, Mario Michele Pascale Editore, Roma, Dicembre, 2004

intime dimensioni

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Nella pratica quotidiana vanno sempre più a configurarsi ambienti ‘minimi’, espressione di qualcosa che potrebbe definirsi ‘sopravvivenza’, identificabili da un lato dalla richiesta di una committenza abituata a pensare luoghi dove gli oggetti d’uso quotidiano si dispongono in microspazi architettonici, dall’altro invece individuati dalla ricerca di soluzioni progettuali attuabili attraverso scelte compositive che prendono le distanze critiche dal superfluo, cercando così le condizioni per la propria sopravvivenza, spesso dettate da quello che potremmo definire ‘spirito di adattamento’ riferito a quel determinato contesto.

r.b.

tratto da Intime dimensioni metropolitane, in Tasselli urbani. Strategie capillari di intervento per la città storica - Roma - San Lorenzo, Testaccio, Mura, a cura di F. Toppetti, Gangemi Editore, Roma, marzo, 2006

sensibili mutazioni

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Si sta configurando un nuovo scenario della sperimentazione, un nuovo orizzonte del costruito, una ‘nuova materilaità’ dell’architettura in grado di dare vita ad una profonda trasformazione dei paradigmi etici ed estetici. Questa nuova materialità, che si sta delineando attraverso una ri-definizione delle tecniche e dei materiali, consente un’opportunità costruttiva e permette a quelli che sono ora solamente alcuni interventi episodici e puntuali, rappresentativi di una tecnologia innovativa, di trasformarsi in progetti in grado di entrare a fare parte, in modo diffuso, dell’immaginario’liquido’ collettivo.

r.b.

tratto da Bianchi R., Sensibili mutazioni costruttive. Riflessioni sulla nuova materialità del progetto, delle tecniche e dei materiali dell’architettura contemporanea, Laruffa editore, Reggio Calabria, Marzo, 2009

riuso del costruito

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Il riuso non rappresenta un semplice intervento di adeguamento e rifunzionalizzazione di ambiti urbani degradati o di manufatti edilizi in abbandono, ma una vera e propria re-invenzione e ri-definizione degli stessi, tale da generare identità nuove attraverso l’utilizzo di strategie progettuali attente e consapevoli. In alcuni casi è dunque necessario ricorrere ad interventi di integrazione architettonica in grado di sviluppare spazialità compatibili e armoniche con quelle esistenti, capaci di generare un nuovo insieme che comporta il passaggio fluido tra la struttura originaria – che deve rimanere comunque leggibile – e le nuove integrazioni per produrre un aspetto finale profondamente trasformato, senza contrasti, e fuso in un insieme omogeneo.

r.b.

tratto da Alcune questioni intorno al riuso del costruito, in strategie di recupero e di riuso del costruito: cinque ipotesi di intervento, (a cura di R. Bianchie e S. Baiani, Edizioni Kappa, Roma, Luglio, 2009

low cost

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Gli interventi a ‘basso profilo tecnologico’ (low profile) non puntano alla spettacolarizzazione del progetto, non hanno lo scopo di farsi notare, sono invece atteggiamenti compositivi informali, che aspirano all’anonimato ed alla sincerità costruttiva. La qualità non risiede nella capacità attrattiva dei materiali o nella pregiatezza del dettaglio; il successo è dato da una combinazione intrinseca sostenibile di fattori sociali, ambientali ed economici. Le tecniche realizzative adottate e i materiali sono scelti ponendo particolare attenzione alla qualità estetizzante delle soluzioni costruttive economiche (low cost), identificabili nell’ideazione dei dettagli costruttivi semplici, nonché nell’utilizzo o meno degli elementi prefabbricati e dei materiali semilavorati (low tech).

r.b.

tratto da nuova semplicità costruttiva rurale, in R. Bianchi, Semplicità costruttiva rurale. Individuazione di nuove strategie progettuali e tecnologie costruttive di intervento per la tutela e la valorizzazione del paesaggio rurale, Laruffa editore, Reggio Calabria, Settembre, 2009

edifici dismessi

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Nei progetti di riqualificazione si possono preservare e consolidare alcuni ‘codici genetici’, morfologici e costruttivi, che caratterizzano l’immagine dei complessi produttivi, come la diversa conformazione dimensionale dei differenti corpi di fabbrica, la serialità interna nella disposizione degli elementi compositivi e tettonici, l’impiego di tecnologie e soluzioni costruttive standardizzate adottate nel settore industriale per gli edifici a vocazione produttiva. Questi caratteri suggeriscono politiche di riconversione che consentono il riuso degli edifici industriali, assumono un ruolo determinante nel processo più ampio di riqualificazione urbana e di ridisegno della città.

r.b.

tratto da Riqualificare edifici industriali dismessi, in Recupero e riqualificazione funzionale di edifici industriali dismessi: quattro esempi di intervento, a cura di R. Bianchi con S. Baiani, Kappa edizioni, Roma, Gennaio, 2012

small-buildings

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Gli small-buildings rappresentano una realtà ‘stabile’ in grado di adattarsi prontamente ai mutamenti ‘instabili’ dei fabbisogni esigenziali della società contemporanea, condizionata da un sempre crescente stile di vita nomade e, al tempo stesso, sono il risultato coerente e consapevole di una strategia progettuale estremamente attenta al recupero dei materiali utilizzati, al disassemblaggio dei componenti edilizi adottati, alla manutenzione futura, nonché ad un uso discreto e temporalmente definito del paesaggio edificato metropolitano e naturale.

r.b.

tratto da Small-buildings: semplici dispositivi costruttivi, in Small-buildings. Dispositivi costruttivi leggeri per l’architettura, a cura di R. Bianchi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (RC), Maggio, 2012

nuovi modelli residenziali

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Gli interventi di edilizia sociale, realizzati con sistemi industrializzati che definiscono volumi che prediligono linee e forme essenziali, ‘angoli retti’, materiali di rivestimento economici e semplici soluzioni di dettaglio, costituiscono un interessante campo di sperimentazione della ricerca tecnologica sviluppata nel campo dei sistemi seriali e dei processi di industrializzazione, che favorisce la semplificazione dei processi costruttivi e, conseguentemente, della gestione manutentiva degli alloggi.

r.b.

tratto da Sistemi industrializzati low-cost ed ecosostenibili per nuovi modelli residenziali: una riflessione, in La rivisitazione del progetto. Una sperimentazione didattica sul processo costruttivo dell’edificio, a cura di R. Bianchi, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (RC), Febbraio, 2013

malga fosse

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Schizzo di studio del prospetto della Malga Fosse, Passo Rolle (TN). Concorso di progettazione. 2012

schizzo lessona

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Schizzo di studio per l’ampliamento del cimitero comunale, Lessona (BI). Concorso di progettazione. 2012

forte dei marmi

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Schizzo di studio della corte interna del nuovo Mercato Comunale. Forte dei Marmi (LU). Concorso di idee. 2012